Mi va di citare i Nevermore.
“Just shades of gray” (No More Will to Live)
“I never knew what changed you, did they paint your dreams in pale shades?” (Dreaming Neon Black)
Le sfumature di grigio sono un colore ben noto: quello delle stampanti, e quello della monotonia. Eppure non sono altro che una categoria di colori, sono l’unione di tutti quei colori che vengono chiamati grigio, con come casi estremi il bianco e il nero.
E sono il simbolo di una vita che non è fatta di estremi; sebbene secondo me la bontà e la malvagità vadano oltre, siano tridimensionali, e oltre alla direttrice delle sfumature di grigio ci sia una sfera comprendente rosso, e blu, e verde, e tutti i colori che vi possano venire in mente.
Sempre ammettendo che le dimensioni della morale siano solo tre.
“I’ll meet you in the dreamtime [...] you are forever, I still wonder were you are” (Forever)
E il naufragar m’è dolce in questa sfera, per citare malamente un poeta con cui tutti, prima o poi, si devono confrontare, volenti o nolenti.
Infinito, cos’è l’infinitoal confronto dell’infinitamente esteso, del contorto? Ormai l’infinito ci è familiare. Provate un po’ a immaginare una sfera di colori assoluti… Provate a immaginarvi un suono totale… Provate a immaginarvi uno spazio nel quale i tre familiari assi cartesiani sono un groviglio di ellissi, iperboli e parabole…
E ora, provate a navigarci. Ci sarà più dolcezza, perché la dolcezza è maggiore in un naufragio disperso, oltre che incosciente. Naufragare un pezzo qua e un pezzo in un qualche incommensurabilmente distante là, e poi in un laggiù che neanche riuscite a immaginare come possa coesistere con quel qui e quel vostro inconciliabile corpo.
“Swim through me” (Dreaming Neon Black)
Inconciliabile come un ossimoro fallito, come un neon che illumina di nero gli occhi. Eppure continuerete a provare a nuotare verso, attraverso, dentro ciò che percepite come solido, il baricentro dell’esistenza: la passione, il sentimento, la sensazione, la dolcezza del naufragare.
E quando non percepisci più nulla tranne uno stordente ronzio destabilizzante nella testa, allora l’acqua ti arriva alla gola, ma ancora non stai nuotando.
Quando l’intero essere rintocca vuoto dei colpi dell’esistenza, allora siete immersi nella cromaticità visiva e musicale dell’essere.
Ma siete appena sotto il pelo, siete appena a distanza di un braccio dalla linea delle sfumature di grigio.
“Won’t you meet me?” (Dreaming Neon Black)
“The world is deconstruction” (Deconstruction)
l cammino porta all’annullamento nel Nirvana dell’incoscienza, all’incontro con il mare verso il colore che illumina di nero, l’incontro dei poli della sfera.
Ma la sfera ha infiniti poli. Non c’è possibile parola per parlare della dispersione.
Le parole non possono disperdersi.
Prendete in mano le vostre anime ancora legate alle corde e gettatele nell’abisso di un colore, prima di dirigervi verso l’opposto. Poi provate a ritrovarle, lasciando indietro parti di voi come tracce. Siete dispersi, ora?
“I can see the path you never thought to follow. I fell so hollow.” (The Death of Passion)
19 Febbraio 2009 alle 6:53 pm |
Hem, vergognoso errore da parte mia. Invece che pubblicare questo articolo (sarebbe la seconda volta) mi limito a commentarlo meravigliandomi di come abbia saputo cogliere bene il mio stato d’animo. Spero di scrivere spesso così. Sarei contento…