Lyna 49 – Notizie

La maggior parte del tempo, la ragazza non prestava troppa attenzione alle canzoni, e si perdeva spesso nei suoi pensieri o nell’osservare gli altri avventori, ma all’improvviso le sembrò di riconoscere una canzone intonata dal menestrello. Non era una canzone che lei conoscesse molto bene, eppure era assolutamente certa di averla già sentita. Iniziò a ripensare alle ultime occasioni in cui le era capitato di ascoltare un menestrello, e improvvisamente si ricordò: era la canzone che Lyndon aveva scritto a proposito del loro scambio.

L’interesse della giovane aumentò improvvisamente, e si ripromise di scambiare due parole con quel menestrello, poiché sicuramente doveva conoscere il suo fratello gemello.

Così, quando il cantastorie si congedò dagli ascoltatori e iniziò a riporre il suo liuto, Lyna si avvicinò a lui.

«Ho riconosciuto una delle canzoni che avete cantato stasera. L’avevo sentita da Cantastrada, e sono sicura che fosse stato lui in persona a scriverla.»

«Ha ragione, ma sono stupito di trovare qui a Hundheim qualcuno così informato sulle sue canzoni, mi aveva assicurato di non essere mai stato in questa città. A meno che… Per caso lei è Sir Lyndon-Alexander Ladyloch di Ladyloch?»

«In persona.»

«Non mi aspettavo di incontrarla così presto, pensavo che lei fosse a palazzo. In ogni caso Cantastrade mi ha affidato un messaggio per lei. Mi ha detto che se avessi cantato questa canzone in sua presenza, lei l’avrebbe certamente riconosciuta. Mi perdoni l’impertinenza, ma anche lei lo conosce?»

«Molto bene. Lo conosco da prima che diventasse un menestrello, ma non posso dire altro. C’è un accordo tra noi due, e non ho intenzione di violarlo.»

«Naturalmente, signore, non potrei mai chiederle un simile gesto. Comunque le posso assicurare che ogni confidenza lei voglia affidarmi, non la tradirei per nulla al mondo: devo molto a Cantastrade, e attribuirò a lei lo stesso rispetto in onore della vostra amicizia.»

«Ti ringrazio dal profondo del cuore. Ma ora, ti prego, il messaggio.»

«Ma certo, mi perdoni. Cantastrada mi ha detto di dirle che lui sarebbe stato alla case dei Finndon, nella regione di Bore, per ancora diversi mesi.»

«Ti rignrazio. Ma ora non ti trattengo oltre, sarai stanco e assetato.»

Il menestrello annuì, e Lyna tornò al suo tavolo. Desiderava ardentemente confidarsi con suo fratello, ma doveva riuscire ad allontanarsi dal palazzo senza destare sospetti.

Poco dopo, con la fine dell’esibizione, la locanda iniziò a svuotarsi, e Lora raggiunse Lyna. Uscirono insieme per una passeggiata nella fresca aria notturna.

«È molto tempo che non ci vediamo!» disse Lora.

«Lo so, e mi dispiace, ma da quando ho ricevuto l’investitura sono stato sballottato di qua e di là senza darmi neppure il tempo di pensare. Questo sarà il terzo giorno che passo qui a Ladyloch da quando sono cavaliere.»

«Beh, non importa. Sono contenta di rivederti in ogni caso, anche se non vorrei che i tuoi nuovi doveri ti tenessero troppo lontano. A proposito, ho sentito di Sir Lorell, e so che gli eri molto affezionato. Mi dispiace.»

«Ti ringrazio a suo nome. Forse non ci crederai, ma si preoccupava per te. Più di una volta mi ha ammonito di non pensare di poter scherzare con i tuoi sentimenti per poi abbandonarti, sebbene io continuassi ad assicurargli che non sarei stato di certo io a mettere in pericolo la tua virtù.»

Lora sorrise amaramente. «Era un grande uomo. Uno dei migliori cavalieri che questa casa abbia mai avuto. Mancherà a tutti.»

«Già.» Lyna si riscosse dal suo umore cupo. «Ma sono certo che lui ci esiterebbe a fare del nostro meglio e ad andare avanti come sempre. Per cui, come vanno gli affari?»

«Beh, che dire… Gli affari vanno bene, ma non so quanto ancora riuscirò a lavorare qui dentro.»

«Qual è il problema?»

«Il problema sono i clienti! Ogni giorno che passa si fanno più insistenti, e temo che prima o poi troverò un mercenario più ubriaco degli altri che deciderà di usare la forza. E io non sono certa di potermi difendere da un mercenario, seppure ubriaco.»

«Ma sicuramente i tuoi genitori-»

«I miei genitori non possono aiutarmi.» la interruppe la cameriera. «Mio padre è vecchio e se provasse a mettersi in mezzo finirebbe con qualche osso rotto, mentre mia madre è impotente quanto me. Lei stessa mi ha raccontato che un paio di volte non è riuscita a sfuggire alle mani dei clienti, sebbene lei fosse già sposata con mio padre alla mia età. Diavolo, non sono una vergine, e non vorrei esserlo, ma di certo voglio poter scegliere con quali uomini giacere.»

Lyna era furibonda. «È indecente.»

«Grazie, ma temo che neppure tu mi possa aiutare. Lo so che anche solo il pensiero di sfiorare una donna contro la sua volontà ti disgusta, altrimenti non ti saresti certo fatto problemi quando io ti sono saltata addosso,» Lora ridacchiò al ricordo, «ma non puoi essere qui alla locanda tutte le sere. Se solo potessi trovare lavoro a palazzo…»

«Ti assicuro che la tua situazione sarebbe anche peggiore. Una delle dame di servizio si è letteralmente offerta a me solo perché mi preferiva a un cavaliere vecchio e manesco. E la parte peggiore è che stava per essere cacciata via dall’intendente a causa delle lamentele dei cavalieri che ha rifiutato di assecondare.»

«Non pensavo che fosse così brutta la situazione per loro. Comunque io intendevo un lavoro come dama di compagnia di qualche signora, possibilmente anziana. Persino i cavalieri non possono insidiare le dame della Lady Hund, se non vogliono rischiare le ire del loro signore. Si dice che la signora sia molto protettiva nei loro confronti, e che disponga di un grande ascendente sul Lord.»

«Davvero? Sono lieto ci sia almeno una persona ancora con la testa sulle spalle in questa città. Spero che riesca a far entrare un po’ del suo buon senso anche nella testa del marito. Forse allora il mestiere di cameriera sarà meno somigliante a quello di prostituta.»

«Che il cielo ti ascolti Lyn. Che il cielo ti ascolti.»

«Ora però, vorrei chiederti un consiglio.»

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