«Consigli? Il cavaliere Sir Lyndon, così sicuro di sé, che chiede consiglio ad una misera popolana?»
«Ti prego, non rendermi la cosa più difficile di quanto non lo sia già.»
«Santo cielo, allora sei davvero nei guai!» Lora tornò seria. «Dimmi, ti prego.»
«Forse non si è ancora sparsa la notizia, ma di certo presto si saprà in giro che sono appena tornata da un altra spedizione a Glennhill, solo che questa volta ci sono andato da solo. Ebbene, nel tentativo di capire quale fosse veramente la situazione di quel paese, sono riuscito a liberare dalla prigionia la legittima signora, Lady Selina.»
Lora la guardò spalancando gli occhi.
«Era prigioniera di un fratellastro di suo padre, che si era impadronito con la forza della rocca di Glennhill. Ebbene, una volta arrivati qui a Hundheim, ieri, ho finalmente scoperto che Lady Selina si aspettava che io la sposassi a breve.»
La cameriera, dopo un attimo di confusione, scoppiò a ridere.
«Naturalmente tu non hai intenzione di farlo, altrimenti non saresti qui.»
«Ti ho già detto che non posso sposare nessuna donna.»
«Non sarà forse che è un po’ bruttina? O magari poco intelligente?»
«Al contrario: è la donna più bella e intelligente che io abbia mai visto.» Dopo un attimo, Lyna aggiunse: «Dopo di te, naturalmente.»
Lora sorrise. «Non ti preoccupare, conosco quello sguardo. Non vedo nessun possibile motivo perché tu non debba sposare una donna altolocata e consenziente, di cui per di più tu sembri essere innamorato, ma ormai ti conosco, e se mi dici che non puoi sposarla, mi fido di te.»
«Ti assiucuro che non sono innamorato di lei. Però mi è molto cara, e temo di averla ferita senza volerlo. Non voglio perdere una dei pochi amici che ho.»
Lora la guardò con dolcezza. «Caro, mi dispiace, ma non puoi fare nulla. Se tu non le avessi lasciato credere di andare verso un matrimonio con il suo salvatore, esattamente come vuole la tradizione e come accade nelle leggende, forse le cose sarebbero andate diversamente, ma quel che è fatto è fatto. Ora non puoi far altro che lasciarle qualche giorno di tempo per accettare la sua situazione, e poi chiederle perdono. Esattamente come hai fatto con me.»
«Già. Temevo che mi avresti risposto così. Ora però non so come comportarmi con lei: ad ogni pasto siamo costretti a sederci alla stessa tavola, e non posso fare a meno di notare che si sente ferita. Mi sento un verme.»
«Forse allora la soluzione è andartene via per qualche giorno. Così lei potrà passare il tempo a costruirsi una vita qui, invece che a ignorare forzatamente te.»
«Hai ragione, e so esattamente dove andare. Grazie per avermi ascoltato, Lora.»
«Non ti preoccupare. Tu hai fatto molto per me, questo è il meno. In fondo, senza di te, probabilmente quello zuccone di Iorio starebbe ancora seduto ogni sera alla locanda guardandomi da lontano.»
«Sì, è possibile.» Lyna ridacchiò.
«Beh, non so te, ma io ho sonno.» disse Lora sbadigliando.
«Sì, direi che è ora di tornare a letto. Buona notte.»
La cameriera la abbracciò, e la baciò sulla guancia. «Buona notte, rubacuori. Fatti rivedere da queste parti!»
La donna cavaliere tornò alla grande casa rincuorata.