Lyna 51 – Di nuovo in viaggio

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La mattina seguente, appena sveglia, chiese ad Alea di avvisare i palafrenieri di preparare il suo cavallo per un viaggio e di aiutarla a preparare il necessario.

«Ma signore, è appena rientrato!»

«Non ti preoccupare, non è un viaggio pericoloso, né lungo. Penso che mi allontanerò solo qualche giorno, per informarmi riguardo le ultime notizie. Si potrebbe dire che mi allontano per trovare un’impresa da compiere, anche se ho comunque intenzione di riposarmi un po’. Il fatto è che temo che potrebbe essere più riposante per me essere in viaggio piuttosto che qui.»

«Mi è parso di notare dell’astio tra voi e dama Selina.»

«Purtroppo è così, e sebbene ti ringrazio per la tua delicatezza, sono conscio del fatto che tale astio è molto evidente. Temo di averle fatto un torto illudendola con un matrimonio al quale non posso acconsentire.»

«Posso chiedere, se mi è permesso, il motivo?»

A Lyna balenò un’idea che probabilmente le avrebbe permesso di non attirare troppa attenzione con il suo celibato.

«Ho fatto un voto alla mia sorella gemella, prima di lasciare la mia terra natia. Le ho promesso di non sposare nessuna donna che lei non avesse approvato personalmente, e non oso tradire questo giuramento, finché non avrò perso le speranze di rivederla viva. Non mi sento ancora pronto a dirle addio per sempre.»

«Sono certo che dama Selina capirà, in tal caso.»

«Lo spero anch’io, ma ora come ora penso che non imporle la mia presenza potrebbe facilitare le cose, per cui mi allontanerò per una settimana circa, e al mio ritorno le chiederò perdono, sperando che allora sia disposta ad ascoltarmi. Se chiedesse di me, ripetile queste parole.»

«Lo voglia il cielo, mio signore.»

«Bene, ora al lavoro.»

L’efficiente donna di servizio preparò i pochi bagagli in pochi minuti, senza permettere a Lyna di aiutarla, ripetendole che il suo orgoglio non le avrebbe mai permesso di accettare l’aiuto della persona che era suo compito servire. Così, con il sole ancora basso sull’orizzonte, Lyna cavalcava allontanandosi dalla città, verso la regione di Bore, governata dal fratello più anziano di Sir Robert, dove sperava di incontrare nuovamente suo fratello.

Si diresse verso Nord, percorrendo le strade più frequentate per evitare di sbagliare strada, poiché non si era mai recata in quei luoghi. Durante il viaggio non chiese grossi sforzi al suo cavallo, viaggiò lentamente godendosi la sensazione di essere in viaggio e libera da ogni impengo. Eppure, questa volta, il pensiero non la rinfrancò come le era successo in altre occasioni: spesso tornava con la mente a Selina, e ripensava al suo sguardo tradito quando le aveva detto di non aver intenzione di sposarla. Sapeva di aver fatto la cosa giusta, certamente non avrebbe mai potuto sposarla, ma non poteva fare a meno di sentirsi in colpa. Avrebbe voluto voltare il cavallo e galoppare fino a Hundheim, per chiedere scusa a Selina e raccontarle tutto, sperando di poter così salvare la loro amicizia, ma tentò di calmarsi ricordando le parole di Lora. Non doveva far altro che darle il tempo di calmarsi, certo avrebbe capito.

Quando raggiunse la citta di Boreheim, un paio di giorni dopo, si diresse immediatamente verso la grande casa. Anche dal perimetro della città, la si poteva scorgere: torreggiava con le sue mura fortificate sulla cittadina che la circondava, visibile anche da oltre le mura, per la sua altezza. Come anche la rocca dei Glennlie, sembrava una fortificazione formidabile, anche se Lyna sapeva che la fortezza dei Finndon non aveva mai visto una battaglia: era stata costruita in quella maniera solo per rendere onore alla lunga tradizione di cavalieri che provenivano dalla stirpe dei signori di quella terra. Quasi tutti i migliori cavalieri che avessero servito gli Hund, erano dei Finndon di Bore, e sebbene la loro terra non fosse mai stata attaccata, la famiglia aveva combattuto su tutte le terre del regno, al comando del Lord.

La cittadina, al confronto, sembrava quasi troppo spensierata: i robusti portoni delle mura erano spalancati, e solo una guardia annoiata li presidiava, mentre l’atmosfera che si respirava nelle vie era allegra e rilassata. Sembrava che l’attuale signore fosse un capace uomo di governo: il mercato cittadino prosperava, e i negozi erano molto forniti e trafficati, mentre i campi che si estendevano vicino alle mura sembravano straripare di messi, con l’avvicinarsi dell’estate.

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