Il flusso dei suoi pensieri si interruppe nel notare l’inconfondibile figura di Selina che l’attendeva sotto l’arco dal quale si accedeva alla caserma. Lyna iniziò a pensare freneticamente ai possibili motivi che l’avrebbero potuta spingere lì da lei. Temeva che avesse cambiato idea, e le chiedesse di ritirarsi dal torneo, perché non poteva sopportare l’idea di averla ancora vicino, o che magari avesse già trovato un marito e venisse a comunicarglielo.
Sempre più agitata, si avviò verso di lei, cercando di calmarsi. Quando finalmente fu davanti alla dama, vide che sul suo volto era finalmente ricomparso il sorriso malandrino che tanto le era mancato dopo il viaggio.
«Mia signora.» la salutò Lyna inchinandosi.
«La prego, Sir Lyndon, se ricordo bene, lei odia i convenevoli. Voglio solo parlare con lei per qualche minuto. Venga.»
Selina le afferrò il braccio e iniziò a guidarla verso il lato opposto del cortile, fuori dalla portata delle orecchie della sua dama di compagnia, che la attendeva ferma. Quando ritenne di essere abbastanza lontana, la dama sussurrò: «È una tale pettegola, e per di più bigotta. Avresti dovuto sentire la predica che mi ha fatto ieri sera per essere stata troppo amichevole nei tuoi confronti.»
Lyna scoppiò a ridere. «Vedo che la lezione non l’hai imparata.»
«Me ne guardo bene. E del resto non stiamo facendo niente di sconveniente, se non sbaglio.»
«Qualsiasi cosa è sconveniente agli occhi di chi pensa male.»
Questa volta fu Selina a ridere. «Mi dispiace.» disse poi. «Mi sono comportata come una ragazzina innamorata per la prima volta. Ero talmente presa dalle mie fantasie da crederle reali.»
«Sono io adoverti chiedere scusa, Selina. Chiunque avrebbe pensato le stesse cose al tuo posto.»
«Ora è inutile recriminare. A dire il vero non ero certa che tu dicessi sul serio quando hai detto di voler vincere il torneo, ma ho parlato con Lord Hund, e lui mi ha confermato tutto ciò che mi avevi detto. Poi la tua cameriera mi ha detto che ti avrei trovato qui, e ti ho visto così preso dai tuoi allenamenti. Non posso credere di esser stata così cieca.»
«Come potevi sapere ciò che passava per la mia testa?»
«Lo sapevo eccome! Non c’è stato un singolo momento del nostro viaggio in cui io non potessi sentire il tuo immeritato affetto nei miei confronti, eppure alla prima occasione me ne sono dimenticata. Puoi perdonarmi?»
«Hai davvero bisogno di chiedermelo?»
«No. Conosco già la risposta. Eppure ti capisco ogni giorno di meno.»
«Ti ha già detto ciò che voglio.»
«Eppure nonostante tutta la tua sincerità, è come se ci fosse una parte di te che nascondi a tutti.»
Lyna arrossì e tacque.
«Ad ogni modo,» continuò la dama, «avrei un piccolo favore da chiederti.»
Lyna la guardò con aria interrogativa, mentre Selina si stringeva ancora di più a lei, e le disse a voce ancora più bassa: «Potresti per favore trovarmi un’altra dama di compagnia? Temo di non riuscire più a sopportare a lungo la mia. Ora capisco perché non riusciva a trovare altro impiego.»
La donna cavaliere si trattenne a malapena dallo scoppiare a ridere.
«Mi dispiace, ma-» Lyna si interruppe a metà frase. «In effetti, forse una persona ci sarebbe. Le chiederò.»
«Grazie.»
Riattraversarono, fianco a fianco, il cortile. La donna cavaliere si inchinò a Selina, che si allontanò accompagnata dalla sua dama di compagnia.
Dopo un lauto pasto nel refettorio della caserma, Lyna si diresse verso il Puledro ramato, sperando di riuscire a parlare con Lora dell’offerta di lavoro di Selina. Poiché era una serata morta per gli affari, i genitori della ragazza le permiso di lasciare il suo posto quasi subito.
Quando finalmente furono usciti dall’osteria, Lora chiese alla donna cavaliere: «Immaginavo che saresti tornato, ma non pensavo avresti fatto così in fretta.»
«Ho quasi ammazzato il cavallo per essere qui più in fretta, ho fatto l’intero tragitto da Boreheim in meno di un giorno. Non potevo credere alle mie orecchie quando ho sentito il messaggero.»
«Mi dispiace, a quanto pare il mio consiglio ha peggiorato notevolmente la situazione.»
«Non ti preoccupare, se anche fossi rimasto qui, al più avrei potuto ritardare il torneo, ma prima o poi sarebbe stato indetto.»
«Così ti sei arreso? Sei sicuro di voler permettere che Lady Glennlie si sposi?»
«Al contrario, sono più che mai sicuro di non poterlo tollerare. Ho intenzione di vincere il torneo, e assumere la carica di tutore di Glennlie. Così chiunque volesse sposare Selina, dovrebbe prima ottenere la sua approvazione.»
«E la tua.» aggiunse Lora sorridendo.
«Non ho intenzione di diventare un tiranno come il suo zio.» replicò Lyna, offesa.
«Non ti preoccupare, stavo scherzando.»
«A proposito di Selina, ho una notizia che ti potrebbe interessare. Sta cercando una nuova dama di compagnia, in quanto quella attuale non gode dei suoi favori.»
«Non gode dei suoi favori? E perché?»
«Perché è una strega bisbetica e inacidita, penso.»
Lora scoppiò a ridere. «E quindi stai proponendo a me di essere la dama di compagnia della tua innamorata. Per caso è un piano per poter rimanere solo con lei quando ti aggrada sfruttando la mia complicità?»
«Assolutamente no. Solo mi fido di te, e a quanto pare, lei si fida ancora del mio giudizio.»
«Beh, se la metti così… Sicuramente come lavoro lo preferirei: vitto e alloggio assicurati, niente nottate insonni, niente minacce alla mia virtù, e sicuramente un sacco di altri vantaggi che ora non mi vengono in mente, ma io so fare solo la cameriera.»
«A una dama di compagnia non si chiede nulla, se non l’accompagnare la propria signora. Quasi sempre è un’amica d’infanzia, ma a Selina non è stato permesso di stringere amicizie. Lei non ha nessuno al mondo, e penso che il tuo unico dovere sarebbe di riempire quel vuoto.»
«Non è una richiesta facile.»
«No, ma non richiede capacità particolari.»
Lora sospirò profondamente. «Perché ho la sensazione che questo lavoro cambierebbe radicalmente la mia vita?»
«Perché è vero. E la cambierà in meglio. Ma non devo essere io a decidere per te, è solo che voglio molto bene a te come a Selina, e ho la sensazione che questa decisione vi aiuterebbe entrambe. Ti prego, permettimi almeno di fartela conoscere.»
«Va bene, va bene. Altrimenti non la smetteresti più di assillarmi.»
«Domani a mezzogiorno vieni alla caserma.»
«D’accordo, d’accordo.»