Whispered Life

10 Gennaio 2009

Il “ritmo” è una delle cose che nella nostra vita riveste un ruolo di grande importanza, spesso ignorato. Il ritmo capace di dare la giusta armonia è in noi, siamo noi. Almeno lo dicono in tanti.

Quando non lo si trova ci si può aiutare con un sottofondo. Ecco se volete leggere questo post, aiutatevi con un sottofondo degli Afterhours, “Quello che non c’è”

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Some time passes…

15 Giugno 2008

Vorrei sognarti ancora

mischiare il mio quotidiano

con i tuoi occhi blu, e

il vento instabile che ci regala

un giugno afoso e fresco

.

Vorrei sognarti ancora

anche dopo che avrò inghiottito,

deglutito la tua indifferenza,

la lontananza che il tempo

sta per mettere tra le nostre

carezze.

.

Vorrei sognarti ancora

come a ribaltare

questo mondo sciocco

per desiderarti intensamente

ancora una volta,

l’ultima.

Tutto Qui.

.

Palex


Prospettive

12 Maggio 2008

Sinceramente non penso di essere uno di quelli sicuri e fiduciosi nel mondo odierno. Credo che tutto quanto quello che ci troviamo a vivere tutti i giorni, sia realmente qualcosa di autentico. Ci deve essere qualcos’altro dietro, oltre quella routine sporca e noiosa, una qualche trascendenza che cogliamo in certi attimi senza rendercene conto. Chissà. Leggi il seguito di questo post »


Grande calcio di oggi reprise

5 Maggio 2008

Come tutti voi saprete, oggi si è disputato un altro grande match dei nostri “prodi” in quello sport che tutti ci ostiniamo a chiamare calcetto, ma che in realtà è molto di più.

I nostri prodi hanno preso un goal dopo circa 4 secondi di gioco per una disattenzione, hanno passato un tempo e mezzo a inseguire, hanno pareggiato su una disattenzione altrui, sono andati ai supplementari e hanno preso goal su una disattenzione. 2 disattenzioni a 1 e fuori dai quarti.
Si può dire che i nostri prodi hanno fatto la fine di Prodi, quello vero.
Dire che le squadre si sono equivalse è dire troppo, forse i nostri avversari per la quantità abnorme di tiri e gioco creato, si sono meritati di vincere andando avanti nel torneo.
Ovviamente c’è amarezza, la stagione per come si è giocato nelle ultime due partite poteva andare diversamente. Al posto del misero punticino raccolto alla fase a ranking, si poteva fare meglio esprimendo il gioco e l’acume tecnico-tattico delle ultime partite (LOL). Magari si sarebbe raggiunto un ottavo di finale più abbordabile e chissà.
Ma la cosa triste è un’altra.
La partita di oggi è stata l’ultima di una grande squadra, la nostra. Il prossimo anno sarebbe bello fare di nuovo due tiri come si è fatto in questi anni, da buoni amici.
Non siamo mai stata una squadra vincente, ma dopotutto ci siamo sempre divertiti abbastanza e forse è un male che tutto questo finisca.
Mi mancherete. Probabilmente in qualche serata buia in un non lontano domani rimpiangerò ancora il numero impressionante di goal che ho ciccati negli anni del liceo.

Tutto qui.


Come se

25 Aprile 2008

Come se non fosse stato tanto tempo fa.
Certe volte i ricordi mi colpiscono così. Quando rileggo le vecchie conversazioni di msn, per esempio, come ho fatto poco fa. O come quando riprendo in mano i cari vecchi spartiti che suonavo 10 o più anni fa. O come quando tiro fuori dalle buste le pagine che ho scritto quando facevo le medie, o anche quelle che ho scritto già sui banchi delle superiori. O come quando mi trovo a passare negli stessi posti in cui passavo tanto tempo fa con una persona affianco come tanto tempo fa, solo che la persona è diversa. O come quando mi tornano in mente tutte queste sensazioni.
Tanto tempo fa. Può davvero essere tanto il tempo, se mi ricordo ancora così bene queste cose? Può davvero essere tanto il tempo, se l’abbiamo abbracciato con la nostra vita? C’è davvero una separazione tra i nostri ricordi e le nostre sensazioni attuali, ciò che stiamo provando in questo istante? Se così non fosse potremmo vivere un momento felice e riviverlo per tutta la vita. Ma forse neppure potendo farlo lo faremmo, perché se fosse sempre lo stesso istante, non sarebbe per davvero così felice. Passiamo la vita a cercare nuova felicità, ma forse non è tanto il cercarla, ciò che dobbiamo fare, quanto prendere ciò che abbiamo, e che magari non sapevamo di avere, e trasformarlo in felicità. O per lo meno provarci. Se anche non ci riusciremo succederà qualcosa, perderemo una parte della nostra vita e qualcosa d’altro entrerà nel nostro mondo, e allora potremo riprovare a trasformare in felicità ciò che abbiamo. E avanti così. Prima o poi dovremo riuscirci, la legge dei grandi numeri gioca a nostro favore.

Marco.

[tratto dal mio altro blog]


Stormi d’uccelli neri

25 Aprile 2008
La rabbia piano piano sta lasciando il posto a sentimenti diversi. Come una vera fenice, la mia personalità sta riemergendo dal nichilismo universale. Ora torno ad avere opinioni, sentimenti, e tutto il resto.
Sono alla ricerca di un pianto liberatorio, scavo nel fondo delle mie canzoni più personali, quelle che hai caricato di moltitudini di valori contrastanti e di ricordi tormentati.
The winner takes it all – ABBA
Triste legge della vita, un proverbio amaro che vale per ogni angolo dei nostri pensieri. La semplice affermazione strappa una pezza dal sapore amaro dal cuore di ognuno di noi, è il sapore della sconfitta e dell’inadeguatezza insieme. La resa più totale e completa.
Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio De Andrè
“Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?”
L’amore visto da una personalità preponderante, con l’amarezza rinchiusa in quella voce un po’ roca e un po’ limpida, non bella, ma vicina alle orecchie di tutti noi: spinta da un tappeto di pianoforte dritta nel cervello, ti tagliuzza le certezze.
Ebano – Modena City Ramblers
Racconti di legno, di luoghi dell’anima, nascosti nei ricordi, traditi dalla realtà, insozzati dal contatto con il mondo e la gente. Come il nero puro del legno, diventato di un grigio impersonale, spezzato.
Il nero di cui si sente il profumo. Il profumo della Perla Nera. La caparbietà della ricerca di un mondo in qualche modo più vicino a quello dei sogni, il rifiuto della resa, la roccaforte della mente che resiste quando anche il corpo e la volontà sono asserviti e ceduti alla sopravvivenza.
La resa è sempre parziale, solo finché si parla di realtà. Gli inutili sogni non possono finire.
Canzone della fine del mondo - Modena City Ramblers
C’è una favola in ognuno di noi. La favola del viaggio nel vento, dell’amore eterno, della spiaggia dorata e della musica incantevole, della voce dell’amata. La favola della fuga dal tempo. Ma il vento cambia e trascina, e il sogno è pur sempre un sogno, mentre la favola deve avere una fine, e le terre hanno confini. Solo le terre alla fine del mondo, i confini stessi, sfuggono alle leggi della realtà.
In un giorno di pioggia – Modena City Ramblers
Gli addii servono solo a rendere più dolce il ricordo di ciò che si lascia. E ogni particolare si tinge di desideri e rimpianti, acquisisce la colorazione della perfezione, perché tutto è ciò che non vuoi lasciare. E il flautista che ci racconta, e ci sostiene nella narrazione è complice della terra.
E i difetti sono pregi, sono divertenti imperfezioni da amare, ricordi di momenti passati negli angoli oscuri della verità, e il vento è il solito complice di azioni oniriche, sotto la pioggia. Non si può far altro che cantare alla salute del ritorno.
I cuori della gente diventano vecchi quadri sbiaditi a cui dare l’ultimo tocco prima di partire, mentre anche due chitarre son state tirate fuori dalle custodie, o staccate dal muro. E la pioggia copre tutto e tutto unisce, lo mescola, lo collega e lo rende unico e indissolubile, porta un pezzo di noi a ciò che non avremo più.
“E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora, e saprò consolare i tuoi occhi bagnati. In un giorno di pioggia saremo vicini, balleremo leggeri sull’aria di un rryl.”
Poi c’è la canzone che nasconde i momenti che conserviamo nel cuore. Le note che abbiniamo ai singoli movimenti. Il cadere al loro posto di ogni tocco sfiora la memoria come un’amante premurosa, ci mostra i ricordi, e ci racconta le vecchie storie della nostra vita con complicità pentita e commovente.
Sono quelle canzoni che sei certo qualcuno stesse suonando proprio in quel momento, o magari la stavamo ascoltando insieme, o forse cantando. In qualche modo c’era, anche se non c’era nessuna vibrazione, ma non sono le vibrazioni, che contano. Sono gli effetti.
Poi ci sono quelle che invece stavamo ascoltando davvero.
Marco
[tratto dal mio altro blog]

Naufragio di Natale

13 Aprile 2008

Una delle tante storie di disperati che provano a raggiungere le nostre coste, come se qui fossimo in una specie di terra promessa, una terra promessa di cui non c’è giorno di cui non ci lamentiamo.

Dopo insabbiamenti e negazione della verità, negazione di una tragedia di dimensioni immani, di immane inumanità.

Più che la condanna in sè, è riconosciuta da tutti finalmente una carneficina di proporzioni enormi, che grazie a Gian Maria Bellu, giornalista di Repubblica è venuta alla luce.

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=11293&cat=cronaca

“Ovunque voi siate laggiù in fondo al mare

spero possiate riposare in pace.”

Palex


Inquietudine

25 Marzo 2008

Non sarà il vento di questa mattina

a farmi vincere la paura di comporre il tuo piacere

la nebbia che io sento invadermi la mente.

Non sono i fuochi passati, confini oscuri

di un principio inafferrabile,

a rimettermi in piedi

più triste di questo romanticismo farabutto,

di queste contraddizioni,

di questa ansia ballerina,

vendimi ancora un sorriso e scappa con il prossimo treno

Tutto qui.


14 febbraio 2004, Rimini

14 Febbraio 2008

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