In questi giorni così difficili per il nostro paese, si vede di che pasta sono fatti i nostri politici.

“In Giorgio we trust”
In questi giorni così difficili per il nostro paese, si vede di che pasta sono fatti i nostri politici.

“In Giorgio we trust”
Inizio FlashBack
E’ il 2005 ed il governo Berlusconi è in difficoltà, crisi nei sondaggi, popolarità rasoterra.
Il centrosinistra, dopo aver reclutato i morti nei cimiteri, sta formando l’Unione, e a Palazzo Chigi qualcuno pensa che il Mattarellum, frutto di un referendum popolare di 12 anni prima, non sia più valido. Il maggioritario è fuori moda,allora il capo di Mediaset, che è anche presidente del consiglio in quegli anni, dà al padano Calderoli il compito di fare una legge elettorale alla-moda con i tempi. Niente collegi unimonali, niente sbarramento ( anzi sì all’1%) e un proporzionale soffice soffice, che tanto piace ai post-democristiani. Il parlamento approva, Fassino perde altri 5 chili, ma questa è un’altra storia.
Con questa legge, scatta la famosa guerra totale: l’Unione comincia a coinvolgere nel proprio schieramento qualunque cosa bazzichi dalle parti di Montecitorio e abbia un endoscheletro.
La CDL fa dei lavori di ristrutturazione, e rifà anche i pavimenti chiamando anche manovalanza dall’estrema destra.
Fine Flashback.
A parte le questioni di merito su questa fantomatica legge elettorale, a cui sarebbe bello si accompagnassero riforme istituzionali condivise più ampie.
Ma per dire qualche cazzata inutile, inutile si intende come le tante parole e le estenuanti trattative che attorniano questo tipo di discussioni, ho scritto questo post.
Ecco ci ho pensato ieri sera.
Il Calderolum è il male assoluto, cioè è proprio come quando fai una zuppa approssimativa in un grande caldero…ne e poi vengono fuori cose come questo governo. Indipendentemente dal discorso politico è chiaro che sta governando come “stanno d’autunno sugli alberi le foglie”, basta un colpo di vento e… Quindi il Calderolum è da cambiare, non ha poi così un buon sapore.
Questo famoso Vassallum, mischia anche esso due tradizioni molto differenti quella tedesca e quella spagnola… Ora Fini non è d’accordo, c’è il doppio turno alla francese. In caso di pareggio, se Rifondazione prende un seggio a Sondrio vale doppio, uguale per la Lega Nord a Pizzo Calabro.
Io sono cresciuto con il mattarellum, solo cresciuto con il sogno un giorno di aver potuto votare con questo benedetto sistema scelto tramite un referendum popolare. E poi a parte le questioni di merito, il mattarellum è un bel nome, cioè, ti dà l’idea che vai al seggio e picchi duro. Non voti il simbolo, voti la persona e scegli chi è meglio. E questo Mattarellum mi piacerebbe usarlo per riportare alcuni politici sulla retta via, qualche mattarellata “metaforica” sulla testa potrebbe fare bene a qualcuno.
Alex