Di bolina.

5 Gennaio 2008

Non ti resta mai in bocca il gusto di aver dovuto chiedere un po’ di più a queste sere.

Arroghiamoci la presunzione di vivere il presente, scendiamo a patti con il mondo.

Coltiviamo il nostro giardino piccolo, il nostro piccolo bagaglio di valori, prezioso e inviolabile.

Lo spazio-tempo si diverte a disorientarci, si diverte a raccogliere le nostre suppliche di fermare questo eterno cambiamento, rivoluzione

Vivere al completo gli attimi che sembrano correrci davanti.

E allora andare avanti così: piano, quasi per sbaglio.

Senza che l’angoscia ti sia greve, non oggi.

Di bolina.

Almeno una volta.

Inafferrabili. Invincibili.


Tè di Natale: someone has told it better

22 Dicembre 2007

12 Settembre 1966

Sei comparsa al portone
in un vestito rosso
per dirmi che sei fuoco
che consuma e riaccende.
Una spina mi ha punto
delle tue rose rosse
perche’ succhiasse al dito,
come gia’ tuo, il mio sangue.
Percorremmo la strada
che lacera il rigoglio
della selvaggia altura,
ma gia’ da molto tempo
sapevo che soffrendo con temeraria fede,
l’eta’ per vincere non conta.
Era di lunedì,
per stringerci le mani
e parlare felici non si trovo’ rifuggio
che in un giardino triste,
della citta’ convulsa.

(G. Ungaretti)


Goodbye Blue Sky

17 Dicembre 2007

Is anybody here remember Vera Lynn? Remember how she say that we will meet again some sunny days?

Roger Waters, “Vera”, The Wall (performed by Pink Floyd)

Non so perchè ma per la prima volta, sto odiando la neve e quello che rappresenta, compresi alcuni aspetti di questo Natale alle porte.

Stranamente ho voglia di fare, di andare, di capire, la neve a impossibilita il tutto e mi immobilizza dentro i miei pensieri ricorrenti, monotoni e opprimenti.

Questa fottuta tendenza a riflettere, senza poter in alcun modo poter agire.

Forse, il nostro compito è solo vedere i fatti accadere, spettatori di un film in cui crediamo di essere protagonisti assoluti, e che invece ci vede poco meno che comparse.

E’ allora sono costretto in casa su questi libri già evidenziati, e ad annoiarmi prima di tutto, poi a pensare che quello che vorrei non è mai stato così lontano.

Waters aveva avuto una grande perdita affettiva nella II guerra Mondiale, a Montecassino, e sognava di avere in quelle future giornate soleggiate e tiepide suo padre lì vicino.

Per fortuna mio padre è lì dove deve essere. Fuori dai luoghi comuni, e da quella tremenda e triste situazione, oggi spero anch’io, più forte, di rincontrare i tuoi occhi in qualche giornata soleggiata

Fino ad allora, Goodbye Blue Sky

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L’eredità del suonatore Jones

13 Dicembre 2007

” Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore e allora come coltivarla ancora come pensarla migliore”

Il suonatore Jones, F. De Andrè

Quando rannicchiato tra le “curve della memoria” ascolto annichilito il buio, che mi ha calpestato gli occhi.

Ora ne sono sicuro.C’era dell’altro.

Elevare i pensieri tra queste luci, pensieri nutturni, cogliere tra le tenebre un barlume per scappare dalla disperazione, almeno per un attimo, come scivolando tra i tasti di un pianoforte.

L’urlo di un sax, mi fa ricordare che sei lontana.

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Alex


Cambiare a tutti i costi.

11 Dicembre 2007

Lacrime sulla carta. Stimolato da quello che non sono stato, in questa fredda sera di inverno compongo ancora qualche noiosa melodia mentre il vento fuori soffia forte, e poi smette. Di me che sto qua a guardarlo scompigliare  foglie tra i rami degli alberi non s’interessa proprio. Un po’ come facevi tu,  quando ti contavo i capelli, tanto tempo fa.

Sudore sulla sabbia, non voglio proprio che la mente corra ancora più indietro. Non adesso. Quel futuro lontano ha preso forma in qualche modo, è diventato quel mostro che oggi sto combattendo, quella razionalità che mi fa prendere coscienza di tutto il bene e il male che sono stato capace e incapace di fare. Quell’alba rimane lì a memoria di un non ritorno.

Polvere sul pavimento. I giorni si susseguiranno fino a quando vorremo contarli.

Quando ce ne saremo stancati, saremo obbligati a cambiare. A tutti i costi.

Alex


Hopeful, Hopeless

7 Dicembre 2007

Poi ti accorgi che il sole sorge ogni mattina in modo diverso, un modo unico e irripetibile.

Poi ti accorgi di dover ringraziare il vento, ogni giorno, perchè è capace di scompigliare i suoi capelli e  farle tossire quei suoi sentimenti puri.

Poi ti accorgi di essere solo, guerriero stanco, un contenitore senza forma contro lo spazio-tempo, contro l’assoluto.

Poi ti accorgi, che tutto questo non è altro se non il niente, un elettrone insignificante in mezzo a quella immensa differenza di potenziale. La vita.

Infine ti accorgi, per caso, di quanto sono belli i suoi occhi la mattina mentre guardano oltre chissà cosa, pieni di piacere vivo e di speranza.

I want to walk with you.

Hopeful, Hopeless.

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Fantasmi ed eroi.

30 Novembre 2007

Oggi è andata così.

Once upon a time, someone told ” You’re going to reap just what you sow”

Oggi ho seminato, anche qualcosa di parecchio interessante, o almeno lo reputo interessante.

Avvolta in un lenzuolo, ho riscoperto una vecchia rivoltella per andare a caccia di sogni.

Non lo so, mi sento così sconfitto in questi giorni. A volte sento di poter volare, bastebbe solo attaccarsi alle illusioni più feroci, altre volte tutto si rattrappisce.

Sento dei passi dietro di me.

Forse fantasmi, forse eroi.